LETTERA APERTA A TIM BURTON
Caro Mr Burton, quando da bimba visionai Edward Mani di forbice rimasi morbosamente scossa di fronte a tale lavoro, per i miei 7 miseri anni d’età, e fu grazie a te che conobbi Vincent Price, lo vidi apparire sottoforma di scienziato misantropo ma dal cuore d’oro, ruolo che ha sempre ricoperto nei suoi bellissimi film, solo che era più cattivo, ma che io allora ignoravo e non avevo idea che quel vecchietto pazzoide sarebbe diventato la mia somma divinità da adorare, negli anni futuri. Quando poi visionai il tuo corto su Vincent Malloy ebbi un brivido sulla schiena, nell’apprendere che anche tu amavi Mr Price. Mi è piaciuto molto anche quell’altro corto del cagnolino frankenstein, se devo essere sincera, mi ha fatto quasi piangere.
Ma, Mr Burton, cosa mi stai combinando ultimamente? Non posso dire di disprezzarti, visto che hai tentato di far conoscere alla plebe ignorante personaggi come il mio adorato Vincent e Ed Wood, visto che le filastrocche della raccolta del bambino ostrica sono graziosissime, e sei pure un abile disegnatore.
Ma Mr Burton, cosa ti è successo nel 2003? Hai smesso di assumere stupefacenti, o hai iniziato?
Parliamo per esempio di Sweeney Todd. Tim, lo so che volevi stupire tutti con un musical un pò horror, ma piu che musical, direi che è un’operetta, per quanto il materiale del narrato sia una tragedia shakesperiana. Peccato che per le tragedie shakesperiane sulla vendetta c’è Theatre of Blood, con il tuo amato Price come protagonista tra l’altro, non sentivamo la necessità di questo ennesimo lavoro. Il tuo marchio, Mr Burton, è l’equilibrismo tra farsa e il dramma, marchio di fabbrica degno del marketing industriale, e la verità è: pur riconoscendo che ci hai messo tutto te stesso e il tuo stile, mi hai proprio stancato. Apparte big fish, i tuoi film sembrano fatti in serie, modificando qua e là gli attrezzaggi dei macchinari per differenziare un pò di prodotti. E il messaggio, è sempre il solito. Dicevo, si, ci sei tutto te stesso nel film; lo sfoggio della bravura di Depp, tutta sta goticità, l’uso eccessivo e cartonesco del gore….comunque solo questo si può salvare, dal momento che se levi la scenografia levi tutto. Diciamo che questo tuo nuovo lavoro sposserebbe anche il piu amante dei musical. O dell’operetta, se preferisci. Vedi di rimetterti in carreggiata, sennò ti spacco il culo.
Con ammirazione, Chiara
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Tags: bambino ostrica, cagnolino, cinema, cortometraggi, critiche, edward mani di forbice, gore, horror, lettera, musical, operetta, stupefacenti, sweeney todd, tim burton, vincent malloy, vincent price








Scusa l’intrusione nel tuo blog,piacere,Silvia.
Concordo pienamente…ho trovato anche lo stesso “Big Fish” estremamente NOIOSO.
“Sweeney Todd” non l’ho visto ma rimpiango i tempi dello “spiritello porcello”.
Cara Chiara,
incuriosita dal bulletin su Myspace ho letto la tua lettera aperta e… non posso darti torto! Durante Big Fish mi sono addormentata e con Sweeney Todd ci è mancato poco ma lo spettacolo dei costumi e delle scenografie mi ha quasi incantato e la storia narrata mi incuriosiva e mi ha affascinato quell’aura teatrale che, un po’ per forza di cose forse, l’opera ha conservato. (E forse, sinceramente, mi sforzavo anche di trovare qualcosa che potesse rendere quell’ultima fatica “brillante” e… “nuova”.) Ho letto numerosi pareri NON entusiasti di S.T. però io non lo bacchetterei troppo Tim. Ci ha provato… :) restando -ovviamente- FEDELE ALLA LINEA, e su questo nn c’è dubbio! Poteva fare di meglio o SIAMO NOI CHE PRETENDIAMO TROPPO DA LUI???:D Ci ha viziato…?
Saluti! MOnica.