Dovrei puntare all’ascesa piuttosto che allo sconvolgimento percettivo, e invece mi rendo conto che:

non ci siamo mossi di una virgola

Potrei complimentarmi pienamente, o vergognarmi, ma si sa che in questi casi ci si mette una bella pietra su, ma non parlo nè di un presunto amore -figuriamoci se ci sto ancora a pensare- e neppure di qualcos’altro, è semplicemente La Situazione. Sto facendo il conto alla rovescia, agosto è anche di 31 giorni, ma con certezza anticiperò la partenza perchè siamo arrivati ad un punto in cui non si sopravvive, più. Dormire nel letto ad una piazza mi sfianca, io ho bisogno di stare nel mezzo del mio bel lettone zebrato e poi nella notte girarmi in diagonale, perchè tanto io gli amanti li mando sempre via prima di dormire. E ho bisogno di svegliarmi a che cazzo di ora mi pare senza essere svegliata dal cane o da quell’altra che fa casino, o da sola semplicemente perchè mia mamma si incazza se dormo troppo. La prima cosa che farò tornata nel mio habitat sarà quella di disfarmi di ogni tipo di apparecchio che mi consente di essere raggiungibili da chi non c’è, dopodichè farò ciò che devo fare, che chissà cosa sarà, ed il mattino successivo finalmente recupererò tutte le ore mancanti di riposo. Mentale più che fisico. Perchè è proprio una faticaccia essere abituati a vivere da soli e poi tornare per due mesi sotto lo stesso tetto con i tuoi, è un suicidio annunciato. Ma inevitabile, per adesso. E poi non vedo l’ora di andare a fare la spesa per i cazzi miei senza petulanze che consigliano, che impongono, che palle. Mi rendo conto che il desiderio di andare al supermercato è pienamente da desperet housewife. Chi me lo fa fare di tornare in questo nido? La necessità materiale, direi. E difatti si è messo in moto il marchingegno malefico che ho in testa, e che fino ad adesso ha filato liscio come l’olio.

Che palle di blog noioso sta diventando questo

Da quanto il tedio regna, ho preso appuntamento dal parucchiere, rendiamocene conto, io che non ci vado mai e lo evito come la peste, non so nemmeno che cazzo ci devo fare ai capelli, starebbero bene anche così, ma si sa, la noia è stramba, e oggi ha preso come capro espiatorio i capelli. Che poi non vedo l’ora di bistrattare a mio piacimento, i residuati adolescenziali di quando ero una teppista coi capelli fluo si fa sentire, sarà sempre la noia, ma ho voglia di andare in giro coi capelli bo, verdi. Per dire.

Ma non mi accade più un bel niente se continuo a stare in queste quattro mura in questa città Morta,

io speriamo che me la cavo.



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