Un pò di tempo fa, ma veramente un pò, dal momento che ancora avevo una storia con un’essere umano di sesso maschile, capitò una cosa buffa che ricordo sempre con simpatia. Non so come mai mi è venuta a mente.

Sicuramente a tutti capita di fare sogni strambi, soprattutto sogni a sfondo sessuale, come capitò a me, solo che era un incubo, in cui io avevo sia il pene che la vagina. Che paura, era proprio un brutto sogno, io me lo volevo tagliare ma non c’era verso, macchè, e non lo volevo, ma più che non lo volevo e più che cresceva! Quella notte, dormiva con me il mio all’epoca (non so come definirlo) “ragazzo”? insomma, questo povero ragazzo. Quando mi svegliai, la tragedia. E anche lui si sveglia, ovviamente, dal momento che ero tutta sgomentata

«Ma che cazzo ti prende?» dice non proprio cordiale mentre accende la luce.

«No aiuto che brutta cosa, Ho il pene. Ho sognato di avere un pene. Che vuol dire? Che voglio un pene? Che detesto mia madre? Che voglio farmela? Che la detesto perché non voglio farmela? Che voglio evirare mio padre? Eh? Che voglio penetrare una donna? Ora scoprirò di essere lesbica e ti lascerò? Mi dispiace. Giuro, non volevo un pene. Non ho mai voluto un pene. A me è sempre andato bene il tuo di pene»

Sto per mettermi a piangere.

«Cioè, quello lì bastava e avanzava. Cosa faccio adesso? Devo lasciarti dopo un po’ o è meglio farlo subito?»

«…»

«Certo, hai ragione. Forse è meglio farlo subito. Mi perdonerai, vero? Non volevo finisse così. Mi prendi quel libro di Freud laggiù? Per favore. Io non me la sento. Leggi il paragrafo due. C’è scritto tutto. Ma vai tu. Ho paura che se mi alzo sentirò ancora quel coso immondo tra le cosce»

«Chiara…»

«Singhiozzare si addice ad una donna con un pene?»

«chiara….»

«Sì, lo so. Lo so, lo so. Ho un subconscio stronzo. Avrei dovuto dirtelo prima, ma cosa ne sapevo io? Eh? Cosa?»

«…»

«Sono una squilibrata. Come ho fatto a non accorgermene? Dovevo immaginarlo. Ti prego, perdonami. È tutta colpa mia. Forse dovevo.. »

«OH!»

«Eh..» lo guardo spaurita.

«Guarda lì»

Lì c’è un comodino e vedo solo quello. Non capisco.

Ed ecco la rivelazione della vergogna.

Sul comodino c’è Middlesex. Per farla breve (ma molto breve), la storia di un uomo che è nato donna, che solo durante l’infanzia scopre di avere sotto lo stomaco dei genitali maschili pronti ad uscire e che, da quel momento in poi, sarà per sempre un uomo.

Guardo il libro impietrita. L’immobilità della vergogna. Quando mi rigiro, lui mi guarda sbadigliando sguaiatamente, con l’espressione di uno che sta aspettando, forse il momento giusto per mandarmi a fare in culo. Apro la bocca come a voler dire qualcosa, ma la richiudo.
Lo guardo.

«Ah»

«Già»

«Già» dico anch’io, e poche volte mi sono sentita una cotale testa di minchia.

«Ora possiamo tornare a dormire, no?»

«Già»

È seguita una controllatina verificatrice, da cui è emerso chiaramente che, se vorrò un pene, non sarà mai il mio.



3 Responses to “SCHERZETTI ONIRICI”  

  1. 1 Stefano

    Pare un sogno del pene… se dovessimo scomodare Freud per interpretare tutto vedremmo peni e vagine ovunque.

  2. 2 chiaracat

    povero freuuuuuuuudd!!!!!!!!! non parlate per luoghi comuni :(

  3. 3 Stefano

    Hihi:P

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