La serata dei briachi.
Stasera ho visto le migliori sbronze tramutarsi in peggiori come non succedeva da MESI.
Ed io ero anche parzialmente sobria.
Ho passato la mia serata bevendo il giusto (ovvero: due birre e due rum e qualcosa), fumando il giusto, fino a raggiungere lo stato mistico dell’allegria lineare, e fatta una certa ora me ne sono tornata non molto agilmente a casa: ho aspettato con la mia amica che arrivasse il suo autobus, una volta giunto, io me ne stavo andando a piedi dimenticandomi la bici lì, che avevo appena slegato. Le premesse erano delle migliori, ma sono tornata a casa sana e salva, anche se per fare cento metri mi sono sembrati cento chilometri.
A casa stavo per andarmene a dormire tutta contenta e un pò brilla scema-andante, quando mi squilla il telefono e sento l’amico che dice qualcosa di incomprensibile…dopo vari tentativi di traduzione di neologismi vari riesco a localizzarlo e da buona amica di sbronze lo vado a cercare. Riprendo la bici (notiamo che io addosso ho i pantaloni del pigiama, e una magliettina leopardata sopra, che non avevo fatto in tempo a cambiare) (e gli anfibi), arrivo al posto indicato..ma non c’è. Fortunatamente sento dei lamenti rantolanti, e trovo l’amico sdraiato su un pianerottolo, in una posizione veramente scomoda, adagiato su tre scalini di fronte a un portone, con gli occhi che ballavano a destra e a sinistra. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di fargli una foto; la seconda quella di fargli un filmato. Poi mi sono messa a ridere e gli ho preso le mani e gli ho chiesto che caspiterina aveva combinato, e mi risponde dicendo che non trovava più l’entrata (? di cosa?) e aveva chiesto aiuto suonando i citofoni di alcune case, e che voleva entrare (? dove?). Gli squilla il telefono, e menomale era il suo salvatore, al che l’ho fatto venire, e se l’è portato via in macchina dopo una ventina di minuti. Tutto è bene quel che finisce bene.
Torno, e trovo tutte le luci (tutte) della casa accese, e la prima cosa che ho pensato è stata “ci sono i poltergeist”, ve lo giuro, e invece no, c’era il mio coinquilino in botta totale che con gli occhi semichiusi camminava e cadeva e si trascinava nel corridoio. Che scena inquietante! Sarebbe stata una scena perfetta per un cortometraggio! Però insieme al mio staff del ripiglio sono riuscita a farlo stare per lo meno in piedi. Poi l’ho fatto sdraiare, ma lui si è alzato subito shoccatissimo e ha detto “vedo la mortehh” al che, ha iniziato a dire che voleva chiamare, nell’ordine: la polizia; francesco; la croce rossa; l’assistente sociale. Noi menomale si rideva, e si pigliava anche un pò per il culo sinceramente, che altro ti rimane da fare? Se ne son viste talmente tante, che ormai la prassi è la solita. Adesso è di là che dorme, e si sveglierà presumibilmente tra sedici ore.
Adesso sono quasi le quattro, sono tornata Lunedì a Firenze e il mio letto è intatto, come lo avevo lasciato la scorsa settimana prima di partire, quindi fate un pò voi, ma io me ne vado finalmente a dormire.



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