Oggi che sembrava ferragosto al mare.
Il primo giorno di mare è andato piuttosto tranquillo anche se non ho osato entrare in acqua sennò la mia precaria salute sarebbe miseramente andata in rovina.
Dopo il mare, sono andata a rifocillarmi e sono entrata in un bar molto fashion e presumibilmente anche ghei, considerato il repertorio della radio che spaziava da the ark a boy george passando per le tatu, e mi sono presa un tè lisèrgico fréddo e mi sono piazzata nell’angolo, e davanti a me un camorrista giapponese* in trench nero e capelli a spazzola centellinava un campari (rosso) e fumava marlboro (rosse). Mi ha fissata per tutti i primi cinque minuti. Quando ha capito che non ero il corriere della droga, ha guardato nel vuoto ancora un’oretta mentre io leggevo la biografia minimale di Houdini in inglese, ritrovata sofficcata in cantina senza nemmeno sapere di averla; poi quando mi sono alzata per pagare il braccio gli è probabilmente scattato da solo e senza dire una parola mi ha offerto una marlboro (rossa). Io, volpe e leone, l’ho rifiutata con un abbozzo di sorriso, poi ho pagato in fretta e mi sono precipitata fuori dal bar, prima che la yakuza venisse a prendermi.
Fuori ho incontrato un bassotto, bellissimo, che aveva caldissimo, bassottissimo, e rincasando ho pensato a quanto buffa sia la parola bassotto per un cane che effettivamente è basso, ma lungo più che altro.
*molto probabilmente non era un camorrista nipponico, ma a me piaceva pensare così.
Domani si riparte, a raffica.
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Sembra che hai descritto una scena da film in bianco e nero (e rosso), in cui il tempo ha rallentato fino a fermarsi nella scena della sigaretta ed ha iniziato a correre fino a sfumare dopo la scena del bassotto(rivissuta a mo’ di Flashback).
Ciao