NO TITOLO

30Giu06

si sono rincorsi troppi giorni perchè io accorra ancora e me ne rendo conto, per cui penso che starò qui ad aspettare che ti presenti davanti a me. ma se ti riconosco giuro su d’io che alzo il culo dal graticcio freddo e mi precipito giù per i coppi verso le luci della città, e che il semaforo sia verde o viola io non ti lascio andare via.
forse è per questo che mi rifiuto di guardare in basso per quanto la carta il vetro e le lattine in raccolta non differenziata siano un pavimento interessante delle feste a cui non ho partecipato, per questo mi rifiuto di focalizzarmi sui rimasugli. perchè potrei non vederti mentre mi passi tra le mani e giuro su d’io che se così dovesse essere non avrei più lampioni ad intermittenza da prendere a sassate, solo vie lunghe imbarazzate di neve.
i muri mi raccontano storie che non so leggere, l’attesa rivisitata in forme e colori. ma ti prometto che io qui il mio nome non lo lascio, che non mi illudo di rimanere, che mi s’ingarbuglia la calligrafia mentre ti sento passare da qualche parte non poi così lontana e ti penso fare le cose che fai.

gli occhi di una persona sono il suo maggior senso e perciò organi a cui portare rispetto. non così il cervello e il cuore che si conoscono oggetto di stupro, di tecnica e studio di formalismi, invece che di libera espressione.

nessuna musica può interessarmi se non quella che sento, ecco l’unica cosa che cambia e differisce me da tutti gli altri per cui provo amore; intanto un sottile senso di impotenza riguardante i fatti di cui sono testimone mi firma patti di non intervento. una sensazione di non possibilità morta e sepolta col vino, cellulare e sigarette, status symbol di un modo di vivere che non è mio.

ora dovrei sforzarmi di dare a tutto questo una prospettiva cinematografica muta o per voci, una sintomaticità delle facce in quanto idee, ceti e generazione. invece le facce sono bianche, senza nemmeno i lineamenti soggettivi che potrei darne.
HO PRESO UNA BOTTA IN TESTA ENORME
a questo punto una voce che non è di nessuno dei presenti dice ‘anche tu un giorno morirai’, e sono certa che l’abbia detto qualcuno che mi sono perso. io le dò l’orecchio, perchè mi sembra che ne valga la pena, perchè i cani si mordono finchè si dimenticano estatici che la coda che hanno in bocca è la loro, ugualmente mi giro sugli stessi concetti in silenzio e prospettiva cinematografica.

nella mia testa c’è un manipolo di poliziotti col manganèllo che si aggirano



3 Responses to “NO TITOLO”  

  1. 1 jesusk

    nebulosamente
    elabora il cervello
    ciò che l’occhio trasmette.
    Una condannata dipendenza
    in frazioni di secondo.
    Per il cane non ho parole.
    La stringo cinematograficamente
    M

  2. 2 ippi77

    Periodo di merda. Non passerà.

  3. 3 Blanchflower

    Alright Slag?

Leave a Reply