La nuova inquilina mi è stata amorevolmente donata dall’amico universitario. Il suo nome è Madame Mandorla Duchessa di Saronno. Perchè tre settimane fa ho scoperto l’amaretto di saronno in un bar superfico accanto al duomo di firenze, guardando i prezzi l’amaro italiano era l’unico che costava tre euro contro i sei dei cocktails, e ragion per cui sono andata al bancone con l’amica e abbiamo chiesto insieme “due amari nazionali!” e così si scoprì la bontà dell’amaretto di saronno. E da allora ci ubriachiamo con ciò. Ma torniamo all’inquilina. E’ incinta. E si infila nelle maniche del maglione. E si può comodamente portare in giro dentro un sacchettino di cotone verde ornato di fiorellini gialli in rilievo di plastica. In realtà il suo trasportino è un portacellulare tipo calzino che ho rubato al negozio di telefonia wind mentre l’amica si faceva riparare il portatile. E sa fare l’equilibrista. Ho allestito la sua enorme gabbietta in plexiglas con oggetti e arnesi da circo, con fimo giallo e rosso glitterato, e colei giubila innanzi a sittanto divertimento. E’ sorda e anche daltonica, poichè i topi pezzati come lei sono frutto di incroci genetici dovuti alla mano umana, e presenta codesti difetti di percezione. Ed ha cinque dita delle mani e dei piedi, cosa molto furba et astuta che sfrutta con sommo gaudio. E’ ghiotta di ribes, e le piace assai dormire dentro l’astuccio.